scritti politici

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Siria
 
Syria: Maalula, uno dei tre luoghi dove ancora si parla l’Aramaico, invasa dai terroristi
5 settembre 2013 | Mentre la disinformazione strategicamente mirata millanta una telefonata mai avvenuta fra il presidente siriano Bashar al Assad e il pontefice, durante la quale Papa Francesco avrebbe chiesto di allentare la repressione sui “ribelli”, ieri un gruppo di questi ha attaccato l’antica città di Maalula, con il solito contorno di uccisioni di civili e distruzione di case, monasteri e chiese.


Un articolo di Mahdi Darius NAZEMROAYA
Avendo fallito in Siria, gli USA puntano su Hezbollah
3 agosto 2013 | Dopo che Hezbollah è intervenuto in Siria, subito delle analisi sono iniziate a circolare, indicando che gli iraniani avevano ordinato ai loro partner libanesi d’intervenire in sostegno del governo di Damasco nell’ambito di una nuova ondata iraniana in Siria.


Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
I libanesi affiliati ad al-Qaida aprono il fronte libanese nella guerra siriana?
26 giugno 2013 | Gli Stati Uniti e i loro alleati lavorano per aprire un nuovo fronte del conflitto siriano in Libano. Il Libano si trova nel limbo per l’assenza di un governo e il rinvio delle elezioni parlamentari. A complicare le cose, molte figure istituzionali e comandanti militari sono andati in pensione e il governo provvisorio non è in grado di sostituirli.


Intervista a Anastasia Popova
Siria: "Il rapporto della commissione d’inchiesta dell’Onu è unilaterale"
22 marzo 2013 | La giovane giornalista russa Anastasia Popova era totalmente sconosciuta all’opinione pubblica prima dell’uscita dello scioccante documentario che ha realizzato sulla Siria: "The Syrian Diary" (*); un buon film, sensibile, rigoroso, che dà voce a tutti quei siriani cittadini comuni che si dicono vittime dei gruppi armati e che contrasta nettamente con quanto riportato dai giornalisti occidentali impegnati a fianco degli insorti.


Un film impressionante di Anastasia Popova
Siria: Una guerra orchestrata dall’esterno
4 gennaio 2013 | Descrizione esaustiva della situazione in Siria, raccontata e ripresa da persone neutrali, che sono coraggiosamente andate nel paese per capire la situazione e riportarcela. Include testimonianze di persone comuni che vivono il dramma quotidiano di questa guerra.


Attentato contro un generale libanese
Il caos in Medio Oriente serve gli interessi di Israele
23 ottobre 2012 | Contrariamente a quanto sostengono i media tradizionali - che hanno immediatamente attribuito alla Siria l’attentato che ha ucciso il 19 settembre a Beirut il generale Wissam al-Hassan, capo della sezione informazione delle Forze Libanesi di sicurezza - la destabilizzazione del Libano e l’escalation delle tensioni tra sciiti e sunniti, cristiani e musulmani, non giova la Siria e Hezbollah, ma Israele.


Pierre Piccinin e la mostruosa illusione dell’ "ingerenza umanitaria"
6 luglio 2012 | Nel corso dei suoi primi due viaggi in Siria, Piccinin, professore alla Scuola europea di Bruxelles, ha potuto muoversi tra diversi gruppi di "oppositori" radicali, senza sollevare, almeno in apparenza, il minimo sospetto delle autorità siriane. Durante il terzo viaggio, quando, a suo dire, è entrato in Siria attraverso il confine libanese di Masnaa, Pierre Piccinin è stato arrestato, imprigionato, e poi espulso.


Siria: la strategia della tensione organizzata da una coalizione esterna
28 maggio 2012 | E’ giunta l’ora di puntare il dito sul ruolo criminale delle potenze che, come la Francia per mezzo della voce di Juppé (ieri), e gli Stati Uniti con quella di Clinton, portano avanti un’intensa campagna mediatica e politica per destabilizzare la Siria, sottometterla a severe sanzioni con pretesti umanitari – d’accordo con giornalisti e ONG irresponsabili – quando il problema è altrove.


Un fine osservatore di quanto accade nel suo paese racconta
Atrocità perpetrate dall’ "Esercito siriano libero"
20 maggio 2012 | La disinformazione a proposito degli avvenimenti siriani è di tale consistenza che non ci si può fidare per niente di quello che dicono i giornalisti. Come hanno potuto i "grandi reporter di guerra" – Sofia Amara, Martine Laroche-Joubert, Christophe Kenck, Marc de Chalvron, Romaric Moins, Manon Loizeau, Paul Moreira, Edith Bouvier – entrati clandestinamente in Siria per recarsi a Baba Amr, in compagnia dei combattenti di un sedicente "Esercito siriano libero" (ESL), presentare come simpatici combattenti per la democrazia degli uomini che hanno commesso, secondo i nostri testimoni (*), delle atrocità contro la popolazione di Homs?


Un articolo di Toni Solo
La guerra infinita dell’Occidente all’umanità: dopo la Libia, Siria, Iran
24 aprile 2012 | Questo articolo è stato scritto nel gennaio 2012 da Toni Solo, editore del sito web Nicaraguano Tortilla con Sal, e rappresenta forse una delle analisi più complete in lingua inglese che riguarda il contesto storico dell’attuale aggressione imperialista contro la Siria e l’Iran, i passaggi (inclusa la fabbricazione del consenso pubblico) che portano alle guerre dell’Occidente, gli insegnamenti da trarre dalla guerra alla Libia, il fallimento della Sinistra internazionale nel mobilitare la solidarietà per le vittime di queste guerre e le implicazioni dei recenti avvenimenti per il mondo "in via di sviluppo", con particolare attenzione alla progressiva America Latina.– Lizzie Phelan


Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
Da Srebrenica e Racak a Bengasi e Homs
2 aprile 2012 | Le guerre umanitarie sono una moderna forma di imperialismo. Il modello standard che gli Stati Uniti e i loro alleati utilizzano per attuarle è quello in cui si presume il genocidio e la pulizia etnica da parte di una coalizione di governi, organizzazioni dei media e organizzazioni non governative di facciata, preceduti da sanzioni, isolamento e intervento militare. Questo è il modus operandi post-Guerra Fredda degli Stati Uniti e della NATO.


Un testimone diretto racconta
Cellula terroristica smantellata a Damasco
19 marzo 2012 | La notte tra domenica e lunedì 19 marzo 2012, le forze dell’ordine siriane hanno fatto evacuare gli abitanti di un edificio nel quartiere di Al-Mezze a Damasco. In seguito sono scoppiati combattimenti contro un gruppo armato (*) che vi si era infiltrato occupando un appartamento vuoto.


Un articolo di Tony Cartalucci
Siria: L’ultimatum di Amnesty International alla Russia
19 marzo 2012 | L’agenzia, indirizzata dal Dipartimento di Stato USA, chiede alla Russia di permettere a Stati Uniti e NATO di iniziare la rovina e il saccheggio della Siria.


Un anno dopo l’inizio della crisi siriana
Un testimone: In Siria i responsabili delle atrocità sono gli oppositori armati
14 marzo 2012 | L’ingegnere di cui abbiamo raccolto la testimonianza viveva nella città di Homs fino a che, nel giugno 2011, terrorizzato dagli orrori commessi nel suo quartiere, è fuggito dalla città con la famiglia per rifugiarsi presso i genitori in un villaggio vicino (*). Le sue affermazioni in questa intervista con Silvia Cattori contraddicono tutti i resoconti comparsi sui nostri principali media. Ci viene svelato come crimini efferati siano stati commessi dagli estremisti sunniti e non, come questi ultimi affermano, dall’esercito governativo.


«Da Misurata siamo venuti a liberare la Siria!».
Homs nell’inferno dei gruppi armati
24 febbraio 2012 | Le immagini che ci arrivano da Homs sono inquietanti: mostrano una città deserta, devastata dai combattimenti. Dallo scorso 6 febbraio, non avendo potuto ristabilire le comunicazioni, abbiamo perso ogni contatto coi nostri corrispondenti (*).


Siria
Homs, un testimone racconta il terrore: sono gruppi armati, non è Damasco
10 febbraio 2012 | Il Siriano di cui ho raccolto la testimonianza vive a Homs, nel quartiere dove è stato ucciso Gilles Jacquier [giornalista francese, inviato di Antenne 2, morto lo scorso 11 gennaio, n.d.t.] e insieme a lui otto simpatizzanti siriani del governo Assad. I colpi di cannone cadevano intorno al suo edificio mentre parlavamo. Paralizzato dalla paura e dall’angoscia di una morte in agguato, parlava a voce bassa, con difficoltà.


Un articolo di Mahdi Darius Nazemroaya
L’Iran e l’accerchiamento strategico della Siria e del Libano
6 dicembre 2011 | L’accerchiamento della Siria e del Libano è in atto da tempo. Dal 2001, Washington e la NATO hanno avviato il processo per delimitare Siria e Libano. La presenza permanente della NATO nel Mediterraneo orientale e il Syrian Accountability Act siriani sono parte di questa iniziativa. Sembra che questa tabella di marcia si basi sul documento israeliani del 1996 volto a controllare la Siria. Il nome del documento è A Clean Break: una nuova strategia per la protezione del Regno.


Le manovre dell’Occidente in Siria
Le illusioni di Erdogan di fronte all’intransigenza di Netanyahu
12 giugno 2011 | I contorni della nuova strategia imperiale nel Medio Oriente stanno apparendo. L’obbiettivo degli Stati Uniti é quello di seminare il chaos nei Paesi della regione in modo da ostentare uno schermo di fumo suscettibile di proteggere lo Stato Ebraico ed aiutarlo a guadagnare tempo affinché possa consolidare la sua egemonia in previsione del ritiro dei GI’s dall’Irak.


Colonialismo giudiziario
L’omicidio di Rafik Hariri: un’inchiesta di parte
15 settembre 2006 | Jürgen Cain Külbel, ex investigatore della Germania dell’Est, diventato giornalista dopo l’unificazione della Germania, è l’autore di una contro-inchiesta sull’omicidio dell’ex primo ministro libanese Rafik Hariri. L’inchiesta è stata presentata dal Voltaire Network al pubblico arabo nel corso di una conferenza, tenuta a Damasco il 7 maggio scorso, che ha suscitato grande interesse nei mezzi d’ informazione. In questa intervista Külbel discute del ruolo politico sostenuto dalla Commissione investigativa dell’Onu e delle piste, mai seguite, che puntavano dritto alle responsabilità di Israele.


Axis for Peace 2005
Salim el Hoss: “L’America è democratica all’Interno e dispotica all’esterno”
4 gennaio 2006 | In questa intervista concessa a Silvia Cattori l’ex primo ministro libanese Salim el Hoss ci fa partecipi della sua inquietudine rispetto al piano israelo-statunitense di “rimodellamento del grande Medioriente”, vale a dire della yugoslavizzazione della regione. Secondo lui, la debolezza dei regimi arabi li rende facili prede dell’America che, benché democratica all’interno, impone il dispotismo nel resto del mondo.