1 ottobre 2012 | Il nostro collega, Giorgio S. Frankel era un giornalista di rara onestà. Ha denunciato instancabilmente la politica criminale perseguita dallo Stato di Israele sulla terra rubata ai Palestinesi. Molto addolorata dalla sua scomparsa, avvenuta il 20 settembre 2012, voglio rendergli omaggio pubblicando nuovamente la lunga e affascinante intervista che mi aveva accordato nel maggio 2011, quando era già colpito dalla malattia. Aveva parlato in quella occasione della vile complicità dei giornalisti allineati con Israele che mentono e coprono i crimini più odiosi. Manteniamo il ricordo commovente di questo uomo di grande stile il cui sguardo buono e di un blu intenso continua a vivere in noi. - Silvia Cattori
20 maggio 2012 | La disinformazione a proposito degli avvenimenti siriani è di tale consistenza che non ci si può fidare per niente di quello che dicono i giornalisti. Come hanno potuto i "grandi reporter di guerra" – Sofia Amara, Martine Laroche-Joubert, Christophe Kenck, Marc de Chalvron, Romaric Moins, Manon Loizeau, Paul Moreira, Edith Bouvier – entrati clandestinamente in Siria per recarsi a Baba Amr, in compagnia dei combattenti di un sedicente "Esercito siriano libero" (ESL), presentare come simpatici combattenti per la democrazia degli uomini che hanno commesso, secondo i nostri testimoni (*), delle atrocità contro la popolazione di Homs?
14 marzo 2012 | L’ingegnere di cui abbiamo raccolto la testimonianza viveva nella città di Homs fino a che, nel giugno 2011, terrorizzato dagli orrori commessi nel suo quartiere, è fuggito dalla città con la famiglia per rifugiarsi presso i genitori in un villaggio vicino (*). Le sue affermazioni in questa intervista con Silvia Cattori contraddicono tutti i resoconti comparsi sui nostri principali media. Ci viene svelato come crimini efferati siano stati commessi dagli estremisti sunniti e non, come questi ultimi affermano, dall’esercito governativo.
24 febbraio 2012 | Le immagini che ci arrivano da Homs sono inquietanti: mostrano una città deserta, devastata dai combattimenti. Dallo scorso 6 febbraio, non avendo potuto ristabilire le comunicazioni, abbiamo perso ogni contatto coi nostri corrispondenti (*).
9 febbraio 2012 | L’avvocato milanese Luca Bauccio denuncia, in questa intervista, la scandalosa immoralità di giornalisti falsamente riconosciuti come « esperti in terrorismo », le cui imposture causano danni che rovinano e distruggono la vita di persone innocenti.
2 giugno 2011 | Sono molto sensibile alla simpatia che i vostri calorosi messaggi continuano a testimoniarmi. Senza di voi la mia lotta contro l’ingiustizia e la menzogna sarebbe assai più ardua e faticosa. E questo sito non sarebbe che un guscio vuoto. Vi devo, in cambio, qualche indicazione sul suo evolversi.
26 maggio 2011 | Secondo un ex agente della CIA, bin Laden non sarebbe stato ucciso dalle Forze speciali statunitensi comme affermato dal presidente Barack Obama, ma sarebbe morto di malattia, il 26 guigno 2006, poi seppellito nelle montagne, alla frontiera fra l’Afghanistan e il Pakistan. Whasington non ha fornito nessuna immagine del preteso assassinio di bin Laden nel maggio 2011. [Silvia Cattori]
25 maggio 2011 | "Cronache di Gaza 2001-2011" è uno di quei libri scioccanti che non lasciano indifferenti. In un susseguirsi di capitoli molto brevi, l’autore, il chirurgo francese Christophe Oberlin, rivela a poco a poco, con un linguaggio semplice e sobrio, la commovente umanità di un popolo e il coraggio con cui affronta l’assedio imposto dall’occupazione coloniale di Israele con la vile complicità della comunità internazionale e dei nostri principali mezzi d’informazione. Nessuna retorica, ma un ripetersi di fatti e di esperienze a contatto con le persone oggetto di violenza per rivelarci la loro terribile realtà quotidiana. Christophe Oberlin risponde alle domande di Silvia Cattori.
25 maggio 2011 | I dirigenti israeliani affermano di essere "pronti a fare la pace" con i palestinesi. In realtà i governi israeliani succedutisi negli anni non hanno mai avuto nessuna intenzione di fare la pace. Si sono invece serviti del cosiddetto "processo di pace" per continuare la loro politica di distruzione e di disumanizzazione, non solo della Palestina ma anche di altri paesi e popoli del Vicino e Medio Oriente. Hanno potuto opprimere e scacciare il popolo palestinese senza mai subire sanzioni. Il giornalista italiano Giorgio S. Frankel (*), intervistato da Silvia Cattori, evidenzia la complicità di questi giornalisti di parte - e dei governi occidentali - nell’espansione dello Stato ebraico e nel prolungamento delle sofferenze del popolo palestinese.
12 ottobre 2009 | L’annuncio da parte del Ministero della Sanità, sotto l’autorità del governo eletto di Hamas, ha seminato il terrore in questi giorni a Gaza. Infatti, dieci mesi dopo la guerra lanciata dal governo israeliano contro la popolazione - guerra cinicamente chiamata "Piombo fuso” dagli strateghi militari di Tel Aviv – le donne palestinesi che vivono nelle aree colpite dai bombardamenti stanno dando alla luce bambini malformi.
20 luglio 2009 | « Se il libro di Paul-Éric Blanrue, Sarkozy, Israël et les juifs (*) arriverà ad essere diffuso, farà epoca. È la prima opera che punta i riflettori su quei gruppi di pressione che, evidentemente, vogliono agire nell’ombra anche se la loro influenza diviene sempre più evidente a partire dall’elezione di Sarkozy », osserva il fisico belga Jean Bricmont (**). Perché, se il libro è distribuito in diversi paesi ed è stato già tradotto quattro volte, esso non è ancora diffuso nel paese dell’autore, la Francia !
1 marzo 2009 | L’opera commovente del regista Andrea Canetta “Nel nome dell’uomo ” dovrebbe essere portata a conoscenza di milioni di spettatori. Tuttora solo alcune migliaia di persone hanno avuto il privilegio di vedere questo film, onesto e sincero, che racconta l’odissea di Youssef Nada.
18 agosto 2008 | Con la copertura della lotta « anti-terrorismo » gli stati Uniti e l’Unione Europea hanno accordato poteri illimitati ai servizi segreti e alle polizie. Misure eccezionali, al di fuori di qualsiasi prerogativa giudiziaria, attuate provvisoriamente nel 2001, sono divenute permanenti. Da settembre 2001, almeno 80.000 persone, soprattutto di religione musulmana, sarebbero state rapite, rinchiuse in prigioni segrete, torturate da agenti CIA e FBI. Centinaia d’altre persone sono state inscritte sulla « lista nera » dell’ONU. Com’è successo all’uomo d’affari Youssef Nada, 77 anni, cittadino italiano di origine egiziana. Accusato da G.W Bush di finanziare al-Qaeda, dopo due indagini chiuse con un non luogo a procedere, il signor Nada non riesce a far radiare il suo nome dalla « lista nera » (*). I suoi averi restano congelati, gli è vietato ogni viaggio fuori dai confini nazionali. Non può uscire da Campione – enclave italiana in territorio svizzero – dove Silvia Cattori è andata per (...)
7 luglio 2008 | « Israele ha il diritto di difendersi », ecco quello che da anni sentiamo ripetere fino alla nausea da pressoché tutti i dirigenti dell’Europa e degli Stati Uniti. Ed ora, con accresciuta insistenza, dal signor Sarkozy. Nel suo discorso del 23 giugno 2008 davanti alla Knesset, egli ha dichiarato : « La Francia non transigerà mai sulla sicurezza di Israele » (*).
15 settembre 2006 | Jürgen Cain Külbel, ex investigatore della Germania dell’Est, diventato giornalista
dopo l’unificazione della Germania, è l’autore di una contro-inchiesta sull’omicidio
dell’ex primo ministro libanese Rafik Hariri. L’inchiesta è stata presentata dal
Voltaire Network al pubblico arabo nel corso di una conferenza, tenuta a Damasco il
7 maggio scorso, che ha suscitato grande interesse nei mezzi d’ informazione. In
questa intervista Külbel discute del ruolo politico sostenuto dalla Commissione
investigativa dell’Onu e delle piste, mai seguite, che puntavano dritto alle
responsabilità di Israele.
15 giugno 2006 | Nel suo ultimo libro "Come la Jihad è arrivata in Europa", il giornalista
tedesco Jürgen Elsässer rivela la trama jihadista. I combattenti musulmani,
reclutati dalla CIA per lottare contro i sovietici in Afghanistan, sono
stati successivamente usati in Yugoslavia e in Cecenia, sempre col sostegno
della CIA ma sfuggendo forse in parte al suo controllo. Basandosi su fonti
diverse (principalmente yugoslave, olandesi e tedesche), il giornalista ha
ricostruito la crescita di Osama Bin Laden e dei suoi luogotenenti a fianco
della NATO in Bosnia-Erzegovina.