scritti politici

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Chi ha finanziato e organizzato i ribelli armati?
Siria : dalla rivolta all’insurrezione armata

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8 maggio 2011


Funerale di 15 poliziotti a Damasco, il 27 aprile 2011.

Dall’inizio del movimento di contestazione in Siria, le primizie di una insurrezione armata sono chiaramente apparse. Gli insorti si sono intrufolati tra i manifestanti che reclamano delle riforme, con lo scopo evidente di provocare le forze dell’ordine che avevano ricevuto degli ordini rigorosi da parte del presidente di non sparare sui manifestanti pacifici. Spesso, i poliziotti erano mandati sul posto senza munizioni, proprio per evitare delle frizioni con i manifestanti che avrebbero potuto transformarsi in un bagno di sangue.

Il fatto di trasformare il movimento di contestazione pacifica in insurrezione armata illustra il vicolo cieco nel quale si trovano le forze politiche che organizzano le manifestazioni in Siria e che sono per la maggior parte controllate, finanziate o protette dagli Stati Uniti, certi Paesi europei, il principe saudiano Bandar Ben Sultan, il Qatar, la coalizione libanese del 14 Marzo, e anche dalla Turchia, la cui posizione oscilla tra la confusione e l’ambiguità.

Questo vicolo cieco si spiega dall’impossibilità da parte degli organizzatori di trasformare la contestazione in un movimento realmente popolare, a dispetto dei mezzi finanziari e mediatici giganteschi messi a loro disposizione. Le città di Alep, Raqua, Idlib e le loro regioni, cosi’ come la capitale Damasco e, in misura minore Hassaka e Hama, restano al di fuori del movimento. Malgrado tutti i richiami, gli abitanti di queste regioni rifiutano di organizzare manifestazioni ostili al presidente Bachar el-Assad.Altrove la mobilizzazione resta debole e raggruppa solo qualche centinaia o migliaia di personne al massimo. D’altronde, il ruolo centrale dei Fratelli Musulmani e dei gruppi islamisti estremi é apparso chiaramente, tanto é vero che le Moschee sono utilizzate come punto di raduno e di mobilizzazione. Cio’ che ha spinto il celebre poeta Adonis, conosciuto per la sua poca simpatia verso il regime siriano, a dire que quello che succede oggi in Siria non é una rivoluzione.

Questo quadro mostra i limiti dell’alleanza arabo-occidentale, incapace di avviare un vasto movimento di contestazione, che resta confinato alle regioni rurali e agricole siriane. Cio’ nonostante, l’enorme macchina mediatica funziona a tutto andare tutti i giorni della settimana per mobilizzare la popolazione, e i Fratelli Musulmani hanno direttamente dovuto incitare a manifestare, venerdi 29 aprile, senza dimenticare i sermoni a connotazione religiosa pronunciati ogni settimana dal predicatore egizio-qatari, Youssef al-Qardaoui.

Le forze che aizzano i disordini si sono immediatamente girate verso l’insurrezione militare. Armi e denaro hanno cominciato ad affluire attraverso le frontiere della Giordania, dell’Irak e del Libano e i servizi di sicurezza siriani ne hanno sequestrate grandi quantità. Poi, i gruppi estremisti takfiristi [1], sono entrati direttamente nelle Moschee di Deraa, Homs, Banias e Lattaquié,incitando al Jihad e brandendo slogan settari con lo scopo chiaro di aggravare il dissenso comunitario in modo da provocare una guerra civile. Circa 80 ufficiali e soldati sono stati uccisi e centinaia feriti dall’inizio dei disordini, cosi come un gran numero di manifestanti uccisi da degli sconosciuti armati il cui scopo é quello di provocare scontri con le forze dell’ordine. In questo modo, un circolo vizioso morti-funerali-violenze-morti si installa e diventa insormontabile.

Le potenze occidentali, con gli stati Uniti a loro capo, ignorano completamente questa dimensione essenziale della crisi che scuote la Siria. Concentrano il loro intervento sulla necessità delle riforme, grazie alle quali sperano obbligare il regime siriano a dividere il potere con le forze siriane che (le potenze occidentali) finanziano e controllano, come i Fratelli Musulmani, Abdel Halim Khaddam e alcune forze liberali marginali. Il loro scopo finale é quello di condizionare le scelte strategiche della Siria che si basano, da decenni, sul sostegno ai movimenti di resistenza anti-americani e anti-israeliani.

La realtà di quello che stà succedendo in Siria é che gli estremisti musulmani takfiristi , che l’Occidente stesso combatte con accanimento da 10 anni, dispongono di matrici attive e ben organizzate nel paese.Ma nella politica dei due pesi e due misure, il terrorismo é a volte considerato come un flagello da abbattere e altre volte come una forza di cambiamento!

Nessun essere dotato di senso puo’ credere alle dichiarazioni occidentali relative al rispetto dei diritti dell’uomo e la necessità di riforme, mentre l’esempio di cio’ che succede nel Bahrein é esistente. In questo piccolo regno, l’Occidente ha coperto politicamente e diplomaticamente l’oppressione di una rivoluzione pacifica e l’occupazione militare dell’isola dai paesi del Golfo.Gli Stati Uniti e i loro alleati arabi e europei strumentalizzano i Fratelli Musulmani e i loro gruppi takfiristi in modo tale da far cedere la Siria. E quando parlano di riforme in pubblico,sottopongono una lista di richieste simili a quelle che il segretario di stato Colin Powell aveva proposto nel 2003 e che si articolano intorno ai seguenti punti: rompere l’alleanza con l’Iran, smettere di sostenere i movimenti di Resistenza e accettare una pace squilibrata con Israele.

Quello che Bachar el-Assad ha rifiutato 8 anni fà, mentre 250.000 GI’S si ammassavano alla sua frontiera, non lo accetterà sicuramente neanche oggi a causa dell’agitatzione interna. Cio’ non lo impedirà di proseguire le riforme politiche, giudiziarie e economiche con delle nuove decisione nei prossimi giorni.

New Orient News (Libano)
Tendances de l’Orient No 29, 2 maggio 2011.

Traduzione di Carola Carlotta (08.05.2011):
http://www.voltairenet.org/article169779

Articolo originale in francese (02.05.2011):
http://www.neworientnews.com/news/fullnews.php?news_id=29785



[1Nell’Islam, il “Takfirismo” é una forma di intolleranza estremamente violenta che si caratterizza dalla propensione a gettare l’anatema non solo contro i non musulmani ma anche – e prioritariamente- contro altri musulmani. In Siria il Takfirismo si é cristallizzato contro gli Alawiti (che sono sovrarappresentati nelle istanze politiche e militari) e contro gli Shiiti particolarmente contro le sceicco Mohammad Hussein Fadlallah (1935-2010) leader spirituale dell’Hezbollah, paragonando il suo umanismo e la sua apertura in materia di democrazia o di usanze a dell’apostasia.