14 gennaio 2012 | Tutta un’armata politico-mediatica si impegna per indurre in errore l’opinione pubblica e lasciar intendere che la morte del reporter di France 2 sia responsabilità delle autorità siriane. All’indomani della morte di Gilles Jacquier, ucciso mentre faceva un reportage a Homs, epicentro della ribellione contro il regime siriano, i leader occidentali più importanti hanno lavorato di concerto per raggiungere questo obiettivo.
17 dicembre 2011 | Ogni granello di sabbia nel deserto siriano ora sa che non ci sarà un intervento "umanitario" della NATO, giustificato dalla "Responsabilità di Proteggere" per provare un cambio di regime a Damasco. Una guerra prolungata come in Libia non è fattibile, nonostante gli impeccabili apprendisti della democrazia, quelli della Casa di Saud, già si siano generosamente offerti di pagare. Ma la nebbia di una guerra prossima continua a essere impenetrabile. Cosa vuole davvero fare la NATO in Siria?
14 dicembre 2011 | Non è un segreto, gli eventi che hanno scosso il Medio Oriente hanno per scopo proteggere Israele dalle gravi conseguenze della sconfitta del progetto statunitense in Iraq. E tutto ciò l’alleanza occidentale, guidata dagli Stati Uniti, lo compie come parte della “primavera araba“, rientra in questa categoria
13 dicembre 2011 | Gli Stati Uniti e i loro alleati si stanno preparando ad attaccare la Siria nel quadro del piano israelo-statunitense per destabilizzare la regione. Il pretesto è come al solito “proteggere i civili” e stabilire una “democrazia” di tipo occidentale. Ma naturalmente non c’è nulla di meno vero. L’obiettivo è quello di rovesciare il governo siriano e sostituirlo con un governo fantoccio al servizio degli interessi USA-Israele sionisti.
6 dicembre 2011 | L’accerchiamento della Siria e del Libano è in atto da tempo. Dal 2001, Washington e la NATO hanno avviato il processo per delimitare Siria e Libano. La presenza permanente della NATO nel Mediterraneo orientale e il Syrian Accountability Act siriani sono parte di questa iniziativa. Sembra che questa tabella di marcia si basi sul documento israeliani del 1996 volto a controllare la Siria. Il nome del documento è A Clean Break: una nuova strategia per la protezione del Regno.
4 dicembre 2011 | Obiettivo Siria, il premio strategico che supera la Libia. Il palcoscenico è sistemato. Le scommesse non potevano essere più alte. Siria uguale Libia 2.0? È più un "remix" della Libia 2.0. Con la stessa giustificazione della R2P ("Responsabilità di Proteggere"), che vede come protagonisti i civili bombardati per la "democrazia". Ma senza risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Russia e Cina porranno il veto). Invece, la Turchia ravviva le fiamme di una guerra civile.
3 dicembre 2011 | « In Siria sono al lavoro squadroni della morte, composti da libici, ceceni, iracheni, afghani, gente senza scrupoli che semina terrore ». La denuncia arriva da uno dei maggiori giornalisti investigativi americani, Webster Tarpley, che si è recentemente recato in Siria con una delegazione di colleghi provenienti da tutto il mondo invitati da un gruppo di religiosi guidati da Agnes Marie de La Croia, del convento di S. Giacomo mutilato, « una specie di moderna Giovanna d’Arco che si batte contro la violenza e la guerra », spiega al telefono Tarpley, ancora provato da un viaggio interessante ma molto inquietante
26 novembre 2011 | La guerra dell’informazione, propaganda e menzogne mediatiche: la Siria più che mai sul terreno di un giornalismo a geometrie variabili.
21 novembre 2011 | Certamente per la prima volta nella storia della Repubblica turca, un governo turco ha adottato una politica di scontro aperto nei confronti di un altro paese che non l’aveva affatto provocato. I cittadini di questo paese, la Siria, sono stupefatti.
15 novembre 2011 | La Lega degli Stati Arabi (Lega Araba) ha sospeso la partecipazione della Siria all’organizzazione il 12 novembre, come fece con la Libia il 22 febbraio di quest’anno.
12 settembre 2011 | La Siria ha deciso finalmente di esprimersi pubblicamente in merito ai gravi fatti di sangue che hanno sconvolto il paese, a partire dalle prime manifestazioni antigovernative di Deraa (vicino al confine giordano). Pertanto, ho accettato l’invito di un’associazione formata da un gruppo di imprenditori (fra i quali Anas al-Jazaïri, pronipote dell’Emiro Abd el-Kàder) che si propone di appurare in loco l’evolversi della situazione.
31 agosto 2011 | Boris Dolgov, membro dell’Accademia Russa delle Scienze e dell’Istituto di Studi Orientali di Mosca, dottore in storia, espone qui le sue opinioni sulla situazione in Siria, sulle radici della crisi e sulla posizione della Russia in questa intervista realizzata a Damasco da Guy Delorme per Infosyrie.
4 agosto 2011 | Questo luglio ho fatto un viaggio in Siria, col proposito di scoprire le origini l’attuale conflitto politico.
Ho potuto vagare nel paese in piena libertà, da Dera, Damasco, Homs, Hama, Maraat-an-Numan, Jisr-al-Shigur, sul confine turco, persino a Deir-ez-Sor, tutti posti dove i media avevano segnalato scoppi di violenza.
27 giugno 2011 | Sostenitore instancabile, sotto il profilo giuridico e politico, dei resistenti al Nuovo Ordine Mondiale, Jacques Vergès, che abbiamo visto di recente al fianco di Roland Dumas nel bombardamento di Tripoli, ha accettato volentieri di riceverci per darci la sua opinione su quanto sta accadendo o potrebbe accadere in Siria. Un’analisi sincera della deriva geopolitica e morale dell’occidente unipolare statunitense e un ragionevole ottimismo sugli sviluppi in Siria e altrove.
12 giugno 2011 | I contorni della nuova strategia imperiale nel Medio Oriente stanno apparendo. L’obbiettivo degli Stati Uniti é quello di seminare il chaos nei Paesi della regione in modo da ostentare uno schermo di fumo suscettibile di proteggere lo Stato Ebraico ed aiutarlo a guadagnare tempo affinché possa consolidare la sua egemonia in previsione del ritiro dei GI’s dall’Irak.
5 maggio 2011 | Un compagno siriano analizza le contraddizioni interne e le ingerenze esterne che spingono la Siria verso uno scontro feroce sia a livello interno che regionale. Il ruolo dei Sauditi e di Hariri. Wikileaks rivela dettagli non certo irrilevanti. Sono informazioni che non assolvono il regime dalle sue responsabilità ma svelano anche che gli interventi esterni ci sono e sono pesantissimi.