4 marzo 2010 | Il recente assassinio di un capo militare di Hamas, Mahmoud al Mabhoud, si colloca in linea retta con la politica tradizionale d’Israele, quella degli assassinii mirati, all’estero, di dirigenti della Resistenza Palestinese. Questo viola la sovranità degli Stati e si pone al di sopra delle loro leggi. Inoltre, l’uso cinico della doppia cittadinanza per raggiungere questo scopo omicida, pone la questione del modo in cui gli Stati tendono a garantire l’impunità di Israele.
18 febbraio 2010 | Lo scorso 11 febbraio l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo ha rifiutato di ratificare l’Accordo “Swift” firmato dalla Commissione Europea con le autorità statunitensi. Si tratta di una reazione del Parlamento di fronte ad un’evoluzione delle relazioni transatlantiche che dà all’esecutivo statunitense una sovranità diretta sulle popolazioni europee.
9 febbraio 2010 | Israele vuole essere un membro della NATO. Non si atteggia più verso i suoi alleati militari. Non vuole più rimanere al margine delle organizzazioni militari dell’Occidente. Vuole esserne parte.
29 gennaio 2010 | Dopo l’aggressione israeliana dello scorso anno, molti specialisti medici osservano l’aumento di malformazioni congenite nei neonati a Gaza.
16 gennaio 2010 | Dei pantaloni prendono fuoco in un aereo per Detroit e missili piovono sullo Yemen: effetto farfalla? Per Mohamed Hassan, la minaccia del terrorismo è un pretesto.
18 dicembre 2009 | Ancora una volta l’UE cede alle richieste di Washington senza contropartita: gli Stati Uniti avranno legalmente accesso alle informazioni bancarie degli Europei, quando il trattato di Lisbona entretà in vigore e il Parlamento europeo avrà approvato il nuovo accordo. Inoltre, anche prima della votazione parlamentare, tali disposizioni sono in atto. Jean-Claude Jean-Claude Paye analizza questa nuova concessione.
19 ottobre 2009 | Osservando gli abissali deficit della bilancia commerciale e del bilancio di previsione degli Stati Uniti, molti economisti hanno annunciato una fine prematura del predominio del dollaro come moneta internazionale. Tuttavia, le cose sono in realtà più complesse. Il denaro non è solo una unità di conto ed uno strumento di riserva, ma anche un mezzo di azione, un segno del potere politico. È costitutivo della forma di Stato. Il dollaro non è solo la moneta dello stato nazionale statunitense, ma anche espressione della funzione “imperiale” di quest’ultimo.
13 ottobre 2009 | Osama bin Laden è ancora vivo? Ho trattato la questione in un recente breve libro intitolato Osama bin Laden: Dead or Alive? (‘Osama bin Laden: vivo o morto?’), i cui punti principali riassumo qui di seguito.
17 settembre 2009 | Otto anni dopo gli attentati dell’11 settembre, Thierry Meyssan, che aveva avviato la sfida globale alla validità della versione di Bush dei fatti, riassume lo stato del dibattito per la nuova rivista russa ‘Odnako’.
Il dissidente francese denuncia la “cortina di ferro” che separa a i popoli della NATO dal resto del mondo. Sottoposti a un bombardamento mediatico, non sono a conoscenza dei dibattiti che si sviluppano fuori dall’Occidente e continuano a credere che la sfida del 11 settembre è limitata a pochi gruppi di attivisti.
Thierry Meyssan si interroga anche sull’ingenuità degli occidentali che credono a uno scenario infantile da fumetti americani, secondo cui venti fanatici avrebbero potuto colpire al cuore il più grande impero militare del mondo.
29 luglio 2009 | Il 23 luglio scorso, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è tenuto un dibattito sulla Responsabilità di Proteggere. La responsabilità di proteggere è una nozione su cui i leader mondiali si sono messi d’accordo nel 2005, che ritiene gli Stati responsabili della protezione delle proprie popolazioni contro le minaccio di genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica, crimini contro l’umanità.
6 luglio 2009 | Curatore fin dal 1994 di pubblicazioni di scienze politiche e di libri di storia, e docente dal 1999 di geopolitica alla Ecole de guerre, Aymeric Chauprade è anche un consulente internazionale di grandi gruppi francesi e di governi per le questioni geopolitiche.
Ha pubblicato numerosi saggi, in particolare “Géopolitique, constances et changements dans l’histoire” /éd. Ellipses), ritenuto un manuale di riferimento e più recentemente “Chronique du choc des civilisations” (febbraio 2009, éd. Dargaud), che ha provocato il suo brutale allentamento dalla cattedra di geopolitica.
30 giugno 2009 | L’analisi dei risultati dell’elezione presidenziale iraniana alla luce delle elezioni precedenti e dei sondaggi commissionati sul posto dagli Stati Uniti non lascia dubbi : Mahmud Ahmadinejad è ampiamente rieletto. Questo non è affatto sorprendente, osserva il professor James Petras : il popolo ha votato per un nazional-populista, mentre solo le elite occidentalizzate hanno votato per il candidate liberale, prediletto dai media occidentali. Lo stesso fenomeno è già stato osservato in altri paesi.
24 giugno 2009 | Come videografo ufficiale del governo USA, Kurt Sonnenfeld fu assegnato alla zona di Ground Zero dopo l’11 settembre 2001 e lì trascorse un mese, registrando 29 cassette: “Ciò che ho visto in certi luoghi e in certi momenti... è abbastanza sconvolgente! ”. Non ha mai consegnato quei nastri alle autorità e da allora è stato oggetto di persecuzione. Kurt Sonnenfeld vive in esilio in Argentina, dove ha scritto “El Perseguido” (Il perseguitato). Nel suo libro, pubblicato di recente, racconta la storia del suo incubo senza fine e conficca un altro chiodo nella bara della versione ufficiale governativa degli eventi dell’11/9. Qui sotto pubblichiamo un’intervista esclusiva raccolta da Voltairenet.
27 maggio 2009 | In Francia, oggi, parlare di Israele con serenità e franchezza è diventato impossibile. La questione è vero e proprio tabù.
Tutti coloro i quali si arrischiano a criticare Israele vengono tacciati di antisemitismo. Nella “patria dei Diritti dell’Uomo e della libertà d’espressione”, è stato fissato un reato d’opinione politica e storica. Al posto della libera discussione è stata istaurata la dittatura del pensiero unico.
28 aprile 2009 | Il professor David Ray Griffin, negli Stati Uniti figura centrale del movimento per la verità sull’11 settembre, sta conducendo un ciclo di conferenze in Europa di cui riproduciamo il testo. Egli fa il punto sullo stato della contestazione: ormai numerose associazioni professionali si sono costituite per apportare le perizie necessarie a dimostrare le menzogne della versione Bush degli attentati. Soprattutto, l’FBI ha indicato di non avere elementi che permettano di attribuire ad Osama bin Laden la responsabilità di questi attentati e ha dimostrato che le pretese telefonate da parte dei passeggeri degli aerei dirottati non sono mai esistite. La versione governativa non ha più alcun fondamento.
12 aprile 2009 | Benjamin Netanyahu sta per ultimare la formazione del prossimo governo israeliano, che si pone quale alternativa alla soluzione dei due stati. Ma ciò che più conta è che il nuovo primo ministro e il suo Likud Party sono fermamente contrari ad uno stato palestinese.
9 aprile 2009 | Il G20 ha presentato un programma di 1.100 miliardi di dollari per sostenere il credito.
Tuttavia, nessun piano di rilancio globale coordinato è stato annunciato
L’obiettivo non è quello di far ripartire la macchina economica con un aumento della domanda, ma di promuovere una ridistribuzione del reddito, principalmente verso il settore bancario. Questo processo è accompagnato da una strutturazione crescente del sistema della finanziario internazionale, molto focalizzata sulla “lotta contro i paradisi fiscali”.
6 aprile 2009 | Conservo un ricordo commovente di quel giorno del giugno 2006 dove, in un convento di Gerusalemme Est, di nascosto, ho incontrato Mordechaï Vanunu. Ho ammirato il misto di audacia e generosità che emanava lo sguardo blu intenso di questo resistente d’eccezione. Rapito da agenti del Mossad a Roma, il 30 settembre 1986, ha passato diciotto anni in prigione (*). Divieto di lasciare Gerusalemme e parlare con non Israeliani si rivolge qui al Comitato del premio Nobel per la pace.
Silvia Cattori
16 marzo 2009 | Questo testo è in parte una risposta all’articolo "Il potere ai «barbuti»? No grazie!" pubblicato in Belgio (Le Soir) in seguito alle manifestazioni su Gaza (*).
29 gennaio 2009 | “Dove posso trovargli un padre? Dove posso trovargli una madre? Ditemelo! “
Queste sono le parole disperate di Subhi Samuni al corrispondente di Al-Jazeera a Gaza. Subhi ha perso 17 dei suoi famigliari, inclusi i genitori del nipote di sette anni. In modo sconvolgente, anche mentre sto scrivendo questo articolo, i cadaveri della famiglia di Samuni vengono recuperati da sotto le macerie, 15 giorni dopo che le forze di occupazione israeliane hanno colpito le due case. L’esercito israeliano ha rinchiuso i 120 membri della famiglia in una casa per 12 ore prima di bombardarla.
27 gennaio 2009 | L’offensiva contro Gaza è riuscita a punire i Palestinesi. Ma, certamente, non a portare più sicurezza ad Israele.
Indubbiamente, gli Israeliani ed i loro sostenitori americani affermeranno che Israele ha imparato la lezione dopo la sua disastrosa guerra in Libano del luglio 2006 e che ha seguito una strategia vincente nella sua presente guerra contro Hamas. Naturalmente, quando arriverà un cessate il fuoco, Israele proclamerà la sua vittoria. Non credete ad una parola : Israele si è lanciato follemente in una nuova guerra che non è sul punto di vincere!
23 gennaio 2009 | Scrivo questo articolo rivolgendomi ai lettori occidentali di ogni orientamento politico mentre la macchina da guerra israeliana continua a massacrare il mio popolo a Gaza. Finora, sono state uccise quasi mille persone, circa metà delle quali sono donne e bambini.
17 gennaio 2009 | Mentre Israele prosegue i suoi bombardamenti contro la popolazione palestinese e i paramilitari del generale Mohamed Dahlan aspettano alla frontiera egiziana l’ordine di entrare a Gaza per massacrare le famiglie di Hamas, l’opinione pubblica europea si sente impotente ad agire. Malgrado la loro grandezza, le manifestazioni si susseguono senza effetti sui responsabili politici.
Il professor Jean Bricmont propone una strategia semplice per cambiare i rapporti di forza in Europa e, in conclusione, per mettere fine al sostegno di cui dispone il regime di apartheid israeliano.
31 dicembre 2008 | Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza rappresentano delle gravi e massicce violazioni del diritto internazionale umanitario definito dalle Convenzioni di Ginevra, sia in relazione agli obblighi di una Potenza Occupante, sia ai requisiti del diritto bellico.
19 dicembre 2008 | Il 14 dicembre sono arrivato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele, per svolgere i miei compiti di relatore speciale delle Nazioni Unite nei territori palestinesi.
Ero alla guida di una missione che si proponeva di visitare la Cisgiordania e Gaza per compilare un rapporto sulla conformità di Israele ai criteri dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale. Durante i sei giorni della missione era previsto un fitto programma di incontri, a cominciare da quello con Mahmoud Abbas, il presidente dell’Autorità Palestinese, fissato per il giorno successivo.
17 dicembre 2008 | Per i lettori americani, la grande virtù del nuovo importante libro di Avraham Burg è che dice cose su Israele e sul popolo ebreo che non si sentono praticamente mai nel discorso "mainstream" degli Stati Uniti. E’ difficile credere quanto sia stentata e prevenuta la copertura di Israele nei media americani, per non parlare del livello a cui i nostri politici hanno portato l’arte di compiacere lo stato d’Israele. La situazione è diventata così brutta nella recente campagna presidenziale che i giornalisti Jeffrey Goldberg e Shmuel Rosner - entrambi fedeli difensori d’Israele - hanno scritto pezzi intitolati "Già abbastanza su Israele".
12 novembre 2008 | Abito con la famiglia a Ni’lin. La nostra casa sta al piano terreno dello stabile. I due zii e le loro famiglie stanno al primo piano e la nonna al secondo.
Giovedì scorso [11 settembre, ndr], alle tre di mattina, all’incirca, mi svegliai sentendo le grida di mia madre: «Alzati! Alzati! Sono arrivati i militari!». Mio padre non era a casa quella notte. Mi alzai e uscimmo nel cortile interno dello stabile, io e mia madre. Lì, si trovavano circa dodici militari con il volto dipinto di nero. Uno dei militari portava in testa un capello nero che gli copriva il volto. Si sedeva in disparte sulle scaline fuori dalla casa. Credo che fosse un collaboratore che portava i militari alle varie case.
16 ottobre 2008 | Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) non è più ciò che era una volta. Oggi l’organizzazione che generò Laila Khalid, George Habash e molte altre illustri personalità nei cieli della lotta palestinese per la libertà e la giustizia, sta svolgendo un ruolo molto simile a quello di un tirapiedi nei riguardi dell’Autorità Palestinese sostenuta dagli americani.
16 giugno 2005 | Ilan Pappe, storico israeliano, è l’unico universitario a insegnare una materia di cui gli israeliani non vogliono nemmeno sentire parlare: l’epurazione etnica del 1948. La conferenza che segue è stata registrata il 4 giugno 2005 nell’aula dell’università di Friburgo da Silvia Cattori dove Ilan Pappe interveniva nel quadro del Forum sociale svizzero sul tema: “Quale solidarietà col popolo palestinese?”