scritti politici
English    Français    Italiano    Español    Deutsch    العربية    русский    Português
Interviste
 
INTERVISTA AD AHARON SHABTAI
«Israele, ospite d’onore ai Saloni del libro di Torino e Parigi deve essere boicottato»
26 febbraio 2008 | In Italia, la notizia della partecipazione di scrittori israeliani alla Fiera del Libro di Torino (*), dove Israele sarà ospite d’onore, ha suscitato immediatamente un’ondata di proteste e molti intellettuali hanno sottoscritto l’appello al boicottaggio lanciato da associazioni di scrittori palestinesi, giordani ed egiziani. Curiosamente, in Francia non ha suscitato clamore il medesimo invito a partecipare al Salone del Libro di Parigi. Tra i quaranta scrittori invitati, solo il poeta Aharon Shabtai ha respinto l’invito. In questa intervista Shabtai spiega perché bisogna boicottare queste manifestazioni – che qualifica come occasione di propaganda per Israele – così come ogni altro avvenimento culturale che celebri lo Stato ebraico.


Le conseguenze delle legislazioni antiterrorismo sul semplice cittadino
Jean- Claude Paye : Sorveglianza di regime
15 febbraio 2008 | Nel dicembre 2005, i media degli Stati Uniti hanno rivelato che la NSA, un’agenzia che ufficialmente ha compiti di spionaggio estero, aveva intercettato le conversazioni telefoniche di cittadini americani. Un anno dopo gli stessi media hanno rivelato che la NSA aveva schedato milioni di comunicazioni e che la CIA sorvegliava tutte le transazioni finanziarie internazionali. In Europa, nell’indifferenza generale, una legislazione che impone la conservazione dei dati personali è già stata adottata dai parlamenti nazionali. Mentre negli Stati Uniti i media si sono mobilitati e le organizzazione per la difesa della libertà individuale hanno condotto una campagna contro queste norme, senza tuttavia riuscire a suscitare una mobilitazione popolare, in Francia e in Germania progetti di legge analoghi, che permettono alla polizia di introdursi nei computer delle persone sospettate di terrorismo, non hanno praticamente suscitato reazioni. In questa intervista il sociologo belga Jean-Claude (...)


Contro l’apartheid e la soluzione dei due Stati. Intervista con Omar Barghouti
"Nessuno Sato ha il diritto di esistere come Stato razzista"
22 gennaio 2008 | Omar Barghouti appartiene a quella nuova generazione d’intellettuali palestinesi che non ha mai aderito alla soluzione "due popoli, due Stati" e che chiamano al boicottaggio, al disinvestimento e alle sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Fautore di uno Stato laico e democratico dove Palestinesi e Israeliani divideranno uguali diritti, una volta che siano state corrette le ingiustizie storiche e riconosciuti i diritti dei rifugiati, Barghouti concede un’intervista al Réseau Voltaire nella quale esprime il divario tra il suo popolo ed i suoi dirigenti riconosciuti a livello internazionale.


Il Trattato di Lisbona
Anne-Marie Le Pourhiet : «L’Unione Europea è antidemocratica»
20 dicembre 2007 | Quanti pensavano che l’Unione Europea fosse un’istituzione democratica, rispettosa delle leggi costituzionali di ciascun Paese nonché delle rigide procedure per modificarle, davano per scontato che il Progetto di Costituzione europea fosse morto da tempo. Il Trattato Europeo, detto anche Trattato di Lisbona, dal nome della capitale dove i governi europei si sono radunati non già per approvarlo, ma per ratificare a scatola chiusa un’approvazione decisa a porte chiuse dalla citata combriccola dell’Unione, sancisce quindi la fine della democrazia. O forse ne conferma la fine: è quanto sostiene Anne-Marie Le Pourhiet, docente di diritto pubblico all’Università Rennes-I, intervistata dalla giornalista svizzera Silvia Cattori.


Fine delle sovranità e delle libertà in Europa
Jean-Claude Paye: «Le leggi antiterrorismo. Un Atto constitutivo dell’Impero»
12 settembre 2007 | Le leggi « antiterrorismo » imposte dagli Stati Uniti sono servite a gettare le basi sulle quali si costruisce un nuovo ordine di diritto, osserva il sociologo belga Jean-Claude Paye. Esse si applicano ormai in tutti gli Stati europei. Ogni comune cittadino europeo può, oggi, essere sorvegliato nel proprio paese da servizi segreti stranieri, essere designato come un « nemico combattente », essere consegnato ai torturatori della CIA ed essere giudicato da commissioni militari statunitensi.


Intervista con Greta Berlin
Greta Berlin: "Perché salpiamo per Gaza"
6 giugno 2007 | Greta Berlin, 66 anni, è una donna d’affari americana di Los Angeles. Ha due figli palestinesi-americani ed è stata in Palestina occupata due volte negli ultimi quattro anni con l’International Solidarity Movement. Greta Berlin appartiene al gruppo Donne in nero ed è una delle tante persone che hanno organizzato un progetto insolito: navigare verso Gaza con una nave. La loro intenzione é di sfidare l’affermazione delle autorità israeliane che pretendono che Gaza non è piu un territorio occupato. Nell’intervista che ha concesso al Réseau Voltaire, Greta Berlin spiega le ragioni di questa coraggiosa spedizione.


Intervista con Jean Bricmont
"La legge Gayssot e’ una regressione giuridica di molti secoli"
16 maggio 2007 | Professore di Fisica Teorica alla Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, Jean Bricmont è anche scrittore. E’ un acceso difensore della libertà d’espressione, quali che siano le idee difese, fino a che non cadono nell’insulto o nella diffamazione. Egli ritorna sulla censura come mezzo di oppressione dei deboli e di potere per i potenti, come nel caso del dibattito sulle caricature di Maometto e cita il caso Chomsky, la legge Gayssot e il pericolo che questa rappresenta per la libertà di espressione.


Intervista con Hans-Christof von Sponeck
Coinvolgimento delle Nazioni Unite nei crimini di guerra
16 marzo 2007 | Per Hans Christof von Sponeck, ex assistente segretario-generale dell’ONU, le Nazioni Unite, invece di garantire il rispetto per il diritto internazionale ed il consolidamento della pace, sono diventate esse stesse un fattore d’ingiustizia. Così, le sanzioni economiche imposte a Saddam Hussein in Iraq hanno provocato un disastro umanitario, mentre trattati come quello di non-proliferazione nucleare sono usati per assicurare il dominio di certe potenze e minacciarne altre. È ora di cambiare completamente il sistema.


La strategia della tensione
Il terrorismo non rivendicato della NATO
29 dicembre 2006 | Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’ Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro "sugli eserciti segreti della NATO". Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori. Questa strategia dura ancora oggi per suscitare il timore dell’islam e giustificare le guerre per il petrolio.


Colonialismo giudiziario
L’omicidio di Rafik Hariri: un’inchiesta di parte
15 settembre 2006 | Jürgen Cain Külbel, ex investigatore della Germania dell’Est, diventato giornalista dopo l’unificazione della Germania, è l’autore di una contro-inchiesta sull’omicidio dell’ex primo ministro libanese Rafik Hariri. L’inchiesta è stata presentata dal Voltaire Network al pubblico arabo nel corso di una conferenza, tenuta a Damasco il 7 maggio scorso, che ha suscitato grande interesse nei mezzi d’ informazione. In questa intervista Külbel discute del ruolo politico sostenuto dalla Commissione investigativa dell’Onu e delle piste, mai seguite, che puntavano dritto alle responsabilità di Israele.


Intervista esclusiva con il vice Primo ministro palestinese
Naser Shaer: «I Palestinesi sono uniti nell’affrontare le sanzioni»
4 agosto 2006 | Il dottor Naser Dine Muhammad Ahmad Shaer occupa la funzione di vice-Primo ministro e ministro dell’educazione e dell’insegnamento superiore in seno al governo palestinese costituito da Hamas. Nato nel 1961, originario di Naplouse, padre di sette bambini, questo professore di diritto e di legislatura, rettore della facoltà di diritto all’università di Al-Najah, è costretto oggi a vivere nella clandestinità poiché perseguito da Israele. Nell’intervista si esprime su ciò che l’occidente rifiuta di vedere. L’Hamas è inserito molto bene nel contesto sociale e di fronte all’oppressione israeliana – analogamente agli Hezbollah in Libano – si sviluppa in Palestina in maniera del tutto positiva.


Il calderone yugoslavo
Jürgen Elsässer: ’La CIA ha reclutato e addestrato i Jihadisti’
15 giugno 2006 | Nel suo ultimo libro "Come la Jihad è arrivata in Europa", il giornalista tedesco Jürgen Elsässer rivela la trama jihadista. I combattenti musulmani, reclutati dalla CIA per lottare contro i sovietici in Afghanistan, sono stati successivamente usati in Yugoslavia e in Cecenia, sempre col sostegno della CIA ma sfuggendo forse in parte al suo controllo. Basandosi su fonti diverse (principalmente yugoslave, olandesi e tedesche), il giornalista ha ricostruito la crescita di Osama Bin Laden e dei suoi luogotenenti a fianco della NATO in Bosnia-Erzegovina.


Scontro fratricida
Hamas : « Israele e gli Stati Uniti vogliono spingere i Palestinesi ad uccidersi tra di loro»
30 maggio 2006 | Mentre il conflitto inter-palestinese minaccia di trasformarsi in guerra civile, Hamas afferma, in un’intervista al Réseau Voltaire, di rifiutare tutto quello che può dividere il popolo palestinese. Esso espone le sue esigenze nei confronti dell’OLP in generale e di el Fatah in particolare e sottolinea che esse si fondano sul mandato popolare democraticamente conferitogli dalle urne. Usamah Hamdan, rappresentante di Hamas nel Libano, risponde alle domande di Silvia Cattori.


La polemica Chomsky/Blankfort
«I movimenti contro la guerra hanno fallito completamente»
17 febbraio 2006 | Tel-Aviv e Whashington sono associati in Medio Oriente. Questo è un dato di fatto. Ma l’importanza di questo legame nella politica coloniale di Washington suscita un dibattito nel movimento antimperialista. Secondo il giornalista statunitense ebreo antisionista Jeffrey Blankfort, l’influenza israeliana è un dato centrale nella politica statunitense e il movimento contro la guerra fallisce a causa della sua incapacità a comprendere l’importanza di questa lobby. Sviluppando un approccio radicale su questa questione, giungendo fino a negare la dimensione energetica della guerra all’Iraq, il Sig. Blankford non di meno apre piste interessanti sull’influenza sionista negli Stati Uniti. Riproduciamo qui l’intervista che ha accordato alla giornalista Silvia (...)


Intervista con il portavoce di Hamas
Qual è il programma politico di Hamas oggi?
20 gennaio 2006 | Le elezioni legislative palestinesi del 25 gennaio 2006 si preannunciano come un sisma politico: Hamas potrebbe ottenere la maggioranza dei suffragi. Anche la stampa atlantista si sforza di demonizzare questo partito politico. Nel desiderio di offrire informazioni obiettive ai propri lettori, Réseau Voltaire ha realizzato una lunga intervista con il portavoce di questo movimento islamico. Rispondendo alle domande di Silvia Cattori, Moshir Al Masri presenta un gruppo di resistenza contro una situazione di estrema violenza, assai lontano dal fanatismo di cui lo si accusa.


Axis for Peace 2005
Salim el Hoss: “L’America è democratica all’Interno e dispotica all’esterno”
4 gennaio 2006 | In un’intervista oncessa a Silvia Cattori ai margini della conferenza Axis for Peace 2005, l’ex primo ministro libanese Salim el Hoss ci fa partecipi della sua inquietudine rispetto al piano israelo-statunitense di “rimodellamento del grande Medioriente”, vale a dire della yugoslavizzazione della regione. Secondo lui, la debolezza dei regimi arabi li rende facili prede dell’America che, benché democratica all’interno, impone il dispotismo nel resto del mondo.


Intervista esclusiva
Mordechai Vanunu: “E’ perchè Israele possiede la bomba atomica che può praticare l’apartheid senza timore”
14 ottobre 2005 | Nel 1986, Mordechai Vanunu, ingegnere presso il centro di Dimona, rivelò al Sunday Times, l’esistenza del programma nucleare militare israeliano. Rapito in Italia dal Mossad subito dopo aver preso contatto con giornalisti britannici e prima che il loro articolo fosse pubblicato, fu processato a porte chiuse (in Israele) e condannato a 18 anni di prigione. Sebbene gli sia vietato di contattare la stampa, ha risposto alle domande di Silvia Cattori che lo ha intervistato per il Réseau Voltaire.


Intervista
Israel Shamir: “L’uguaglianza dei diritti in Palestina/Israele non è un’utopia”
16 settembre 2005 | Lo scrittore e giornalista Israel Shamir è una delle personalità israeliane più impegnate contro la definizione ebraica dello stato d’Israele e contro il sistema di aparheid che ne deriva. Ex-portavoce del Mapam (Partito Socialista Israeliano) ed Ex-traduttore del presidente Herzog, Israel Shamir è descritto dai suoi detrattori come “un ebreo che odia se stesso”, e dai suoi sostenitori come “uno dei più grandi intellettuali israeliani”. Risponde alle domande di Silvia Cattori sulla campagna di diffamazione di cui è oggetto e sul modo di combattere il razzismo di stato israeliano.


Testimonianza
Gaza in un mare di sangue.
19 luglio 2005 | Tariq vive con la sua piccola famiglia nella precarietà di un campo-profughi della Striscia di Gaza. Testimonia qui, con la lucidità della disperazione, le difficoltà che sopportano al presente i suoi fratelli di lotta. Analizza anche, con la chiarezza di quello che vive ciò che descrive, i compromessi di un’autorità palestinese, più preoccupata, sembra, di consolidare il suo potere che difendere gli interessi del suo popolo. In questo mondo politico-mediatico senza morale né etica che è anche il nostro, pensiamo che è più che mai importante dar voce a quelli ai quali la parola viene soffocata. Ringraziamo Tariq* per la sua commovente testimonianza.


Intervista con Edgar Morin
“È stata creata una condizione di intimidazione”
17 giugno 2005 | Edgar Morin, sociologo di fama mondiale, da oltre sessant’anni combatte su tutti i fronti . Il suo pensiero, vivo e conciso, contraddice l’idea del ritorno dell’ “antisemitismo”. Questo termine, secondo lui, sarebbe agitato allo scopo di occultare la repressione israeliana, di “israelizzare” gli ebrei, di fornire giustificazioni alla politica di Israele. Conseguentemente alle sue prese di posizione a favore dei Palestinesi umiliati e offesi egli è stato calunniato. Del nostro incontro con lui ci rimane l’impressione di un uomo di grande semplicità e probità. Ci teniamo a ringraziarlo qui per averci dato l’autorizzazione a pubblicare questo colloquio.