scritti politici

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Nazioni Unite
 
Intervista a Anastasia Popova
Siria: "Il rapporto della commissione d’inchiesta dell’Onu è unilaterale"
22 marzo 2013 | La giovane giornalista russa Anastasia Popova era totalmente sconosciuta all’opinione pubblica prima dell’uscita dello scioccante documentario che ha realizzato sulla Siria: "The Syrian Diary" (*); un buon film, sensibile, rigoroso, che dà voce a tutti quei siriani cittadini comuni che si dicono vittime dei gruppi armati e che contrasta nettamente con quanto riportato dai giornalisti occidentali impegnati a fianco degli insorti.


La lotta di Miguel d’Escoto Brockmann alle Nazioni Unite
La "responsabilità di proteggere": la legittimazione dell’ingerenza?
27 settembre 2009 | La "comunità internazionale" – come dire, in pratica, gli Stati occidentali – non si sono mai dimostrati capaci di proteggere le popolazioni minacciate dalla carneficina di massa. Prima della conclusione del suo mandato, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il signor Miguel d’Escoto Brockmann (*), molto preoccupato dalla nuova dottrina denominata "responsabilità di proteggere" – presentata dalle grandi potenze come un mezzo per prevenire i crimini di massa – ha invitato alle Nazioni Unite intellettuali di primo piano, come Jean Bricmont e Noam Chomsky, per discutere sull’argomento.


Illuminazione sulla conferenza mondiale contro il razzismo a Ginevra
Quattro voci palestinesi
22 maggio 2009 | Perché non si può onestamente mettere in dubbio il razzismo di Israele? La Conferenza d’esame di Durban, che si è svolta dal 20 al 24 aprile 2009 a Ginevra per valutare i progressi realizzati dalla “Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza che vi è associata” tenuta nel 2001 a Durban, è stata il teatro della divisione orchestrata dai paesi e le parti che rifiutano di considerare Israele come uno stato razzista che pratica la segregazione, e da parte dei paesi e le organizzazioni che non accettano un dibattito aperto sulle leggi e le politiche razziste di Israele riguardo i non ebrei.


Nazioni Unite
Il presidente dell’Assemblea generale dell’ONU invita al boicottagio del regime israeliano dell’apartheid
26 novembre 2008 | L’Assemblea generale dell’ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina. Il Presidente dell’Assemblea, Miguel d’Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio.


Israele e i crimini del suo esercito protetti
Bruno Guigue l´onesto sanzionato
26 marzo 2008 | Il signor Bruno Guigue, viceprefetto di Saintes, è stato recentemente destituito per aver diffuso, sul sito Oumma.com, un articolo intitolato « Quando la lobby filo-israeliana si scatena contro l´ONU ». Del resto, Guigue ha pubblicato numerosi libri sul conflitto arabo-israeliano e sulla situazione nel Vicino Oriente (*) e le sue opinioni su questo argomento sono note.


Contro l’apartheid e la soluzione dei due Stati
Omar Barghouti: "Nessuno Sato ha il diritto di esistere come Stato razzista"
22 gennaio 2008 | Omar Barghouti appartiene a quella nuova generazione d’intellettuali palestinesi che non ha mai aderito alla soluzione "due popoli, due Stati" e che chiamano al boicottaggio, al disinvestimento e alle sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Fautore di uno Stato laico e democratico dove Palestinesi e Israeliani divideranno uguali diritti, una volta che siano state corrette le ingiustizie storiche e riconosciuti i diritti dei rifugiati, Barghouti concede un’intervista a Silvia Cattori nella quale esprime il divario tra il suo popolo ed i suoi dirigenti riconosciuti a livello internazionale.


Intervista a Hans-Christof von Sponeck
Coinvolgimento delle Nazioni Unite nei crimini di guerra
16 marzo 2007 | Per Hans Christof von Sponeck, ex assistente segretario-generale dell’ONU, le Nazioni Unite, invece di garantire il rispetto per il diritto internazionale ed il consolidamento della pace, sono diventate esse stesse un fattore d’ingiustizia. Così, le sanzioni economiche imposte a Saddam Hussein in Iraq hanno provocato un disastro umanitario, mentre trattati come quello di non-proliferazione nucleare sono usati per assicurare il dominio di certe potenze e minacciarne altre. È ora di cambiare completamente il sistema.