scritti politici

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La frattura emergente tra Israele e Turchia
Israele è meglio che ci pensi due volte

Mentre la frattura tra Israele e la Turchia si sta acuendo, i media israeliani stanno preparando le proprie folle per un altro possibile ed eccitante conflitto sanguinario.

9 settembre 2011

L’organo di stampa più diffuso in Israele, Ynet, ha ieri pubblicato un raffronto dettagliato della capacità militare di Israele e della Turchia, sottolineando le dimensioni delle forze aeree, navali e di quelle di terra nei due paesi. “La Turchia”, dice, “possiede una forza navale molto maggiore ma la nostra forza aerea è più vasta.”

Credo che non si tratti semplicemente di quello che ci si può aspettare da Israele, una collettività morbosa stimolata dall’entusiasmo bellico e da qualche velleità bizzarra per i conflitti sanguinari.

Dobbiamo ricordare, almeno in questo caso, che questa nuova frattura tra Israele e Turchia non riguarda la terra, il petrolio o le ricchezze. Si tratta di scuse. Le relazioni tra i due vecchi alleati si sono sempre più irrigidite in questi ultimi giorni dopo la pubblicazione dell’indagine delle Nazioni Unite per l’assalto omicida di Israele alla Mavi Marmara turca in acque internazionali. Nell’attacco nove attivisti per la pace furono uccisi; alcuni vennero chiaramente giustiziati a sangue freddo. La Turchia pretende le scuse di Israele. Per una qualche ragione, Israele non ha dato risposta. Il significato è semplice. Israele preferisce la prospettiva di uno sviluppo violento invece di confrontarsi con i propri peccati.

Cercherò di essere semplice, forte e chiaro solo per assicurarmi che gli israeliani e i loro alleati in tutto il mondo capiscano quanto sia futile la loro agenda.

L’Islam è imbattibile e indistruttibile. Gli israeliani dovrebbero ricordare i loro ultimi svarioni militari. Nel 2006 il suo esercito è stato umiliato da Hezbollah, una piccola organizzazione libanese paramilitare. In solo poche settimane l’eroica Hezbollah è riuscita a mettere Israele in ginocchio. Nel 2008-9 l’esercito israeliano ha sferrato un duro attacco a Gaza, e l’obbiettivo iniziale era quello di smantellare il democraticamente eletto Hamas. Israele ha assassinato più di 1400 palestinesi ma non ha raggiunto alcuno dei propri obbiettivi militari. Hamas e Hezbollah hanno vinto queste senza forza aerea, marina o carri armati. Alla fine la determinazione è stata sufficiente per sconfiggere l’IDF.

Ma Israele non è sola: l’Impero di lingua inglese è anch’esso pesantemente percosso in Iraq e in Afghanistan. In modo simile, l’insurrezione irachena e i Talebani non possiedono carri armati, F 16 o sottomarini. Nell’epoca della resistenza islamica, un indice dei contenuti che prevede un certo numero di carri armati, navi e aerei è obsoleto. Sono lo spirito e la volontà più che i carri armati a vincere la battaglia. Questo spirito potrebbe meglio essere chiamato la Primavera Araba, ed è davvero imbattibile.

Il messaggio per gli israeliani è davvero chiaro. Israele e le suo lobby a traino devono meglio apprendere come contenere le loro insite tendenze violente. Israele non può vincere questa battaglia. Prima gli israeliani comprenderanno questo fatto ovvio, meglio sarà per Israele e la pace mondiale.

Gilad Atzmon
gilad.co.uk, 7 settembre 2011.