scritti politici

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Detenzioni arbitrarie in Marocco
Una vittoria parziale per dei prigionieri sfiniti

La determinazione dei detenuti, musulmani praticanti, che avevano intrapreso uno sciopero della fame il 24 novembre 2009 per protestare contro i maltrattamenti e le umiliazioni continue che subiscono da parte dei secondini delle prigioni marocchine (*), ha finito per ottenere un certo successo.

4 gennaio 2010 | - : Dopo l’11 settembre Maghreb

Hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame il 4 gennaio 2010, dopo aver ottenuto che alcune loro rivendicazioni fossero accettate, mentre altre sono ancora in discussione.

Il regime repressivo marocchino [1] ha finito per cedere alle pressioni esterne, temendo pare che la morte di questi detenuti ormai scheletrici - che non hanno bevuto altro che acqua e thé zuccherato per 42 giorni - non gli fosse utile.

Solo il detenuto Sheikh Hassan Kettani - che resta sempre in isolamento - prosegue lo sciopero della fame : con questo gesto definitivo intende protestare contro gli abusi che subisce in prigione, e nella speranza di trovare una risposta adeguata e una soluzione per il suo arresto avvenuto 7 anni fa.

Silvia Cattori

(*) Si veda : « Alcuni detenuti muoiono lentamente nell’indifferenza generale » di Silvia Cattori, silvia cattori.net, 21 dicembre 2009.

Traduzione di Khadija

Originale in francese:
http://www.silviacattori.net/article1074.html



[1Sulla situazione generale dei diritti umani in Marocco, si veda l’Intervista ad Abdelilah Benabdesslam, vice-presidente dell’AMDH (Associazione marocchina per i diritti dell’uomo) dal 2007: “Alla scoperta di Abdelilah Benabdesslam, militante da una vita”, rumoridalmediterraneo.blogspot.com, 7 gennaio 2010.
La seconda parte dell’intervista si concentra sul ruolo rivestito dall’AMDH all’interno della società marocchina, sui suoi rapporti con il regime e sulle battaglie portate avanti dall’associazione, in particolare quella a sostegno dei detenuti islamici.