Hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame il 4 gennaio 2010, dopo aver ottenuto che alcune loro rivendicazioni fossero accettate, mentre altre sono ancora in discussione.
Il regime repressivo marocchino [1] ha finito per cedere alle pressioni esterne, temendo pare che la morte di questi detenuti ormai scheletrici - che non hanno bevuto altro che acqua e thé zuccherato per 42 giorni - non gli fosse utile.
Solo il detenuto Sheikh Hassan Kettani - che resta sempre in isolamento - prosegue lo sciopero della fame : con questo gesto definitivo intende protestare contro gli abusi che subisce in prigione, e nella speranza di trovare una risposta adeguata e una soluzione per il suo arresto avvenuto 7 anni fa.
Silvia Cattori
(*) Si veda : « Alcuni detenuti muoiono lentamente nell’indifferenza generale » di Silvia Cattori, silvia cattori.net, 21 dicembre 2009.
Traduzione di Khadija
Originale in francese:
http://www.silviacattori.net/article1074.html
[1] Sulla situazione generale dei diritti umani in Marocco, si veda l’Intervista ad Abdelilah Benabdesslam, vice-presidente dell’AMDH (Associazione marocchina per i diritti dell’uomo) dal 2007: “Alla scoperta di Abdelilah Benabdesslam, militante da una vita”, rumoridalmediterraneo.blogspot.com, 7 gennaio 2010.
La seconda parte dell’intervista si concentra sul ruolo rivestito dall’AMDH all’interno della società marocchina, sui suoi rapporti con il regime e sulle battaglie portate avanti dall’associazione, in particolare quella a sostegno dei detenuti islamici.